Pochi sanno che l’Italia, con i suoi 7.896 comuni, è uno dei paesi europei con la maggiore frammentazione amministrativa. Ogni comune racconta una storia di campanili, confini e dati spesso sorprendenti.

Numero di comuni: 7.896 ·
Comune più popoloso: Roma (2.761.000 ab.) ·
Comune meno popoloso: Morterone (30 ab.) ·
Comune più esteso: Roma (1.285 km²) ·
Comune meno esteso: Atrani (0,12 km²) ·
Numero di province: 107

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Il numero esatto può variare per fusioni in corso (ISTAT – aggiornamenti)
  • Le superfici di alcuni comuni sono approssimate (ISTAT – note metodologiche)
3Segnale temporale
  • Nel 2011 i comuni erano 8.092; superficie totale 302.070,8 km² (ISTAT – comunicato 2011)
  • Al 2021 superficie totale 302.109,6 km² (ISTAT – dati 2021) (ISTAT – comunicato 2011)
4Cosa viene dopo
  • Fusioni tra comuni potrebbero ridurre il numero totale (ISTAT – tendenze)
  • Nuove classificazioni statistiche in arrivo (ISTAT – statistiche geografiche)

Sei dati essenziali per inquadrare i comuni italiani, una fotografia tra numeri e record territoriali.

Indicatore Valore
Numero di comuni 7.896
Comune più popoloso Roma (2.761.000 ab.)
Comune meno popoloso Morterone (30 ab.)
Comune più esteso Roma (1.285 km²)
Comune meno esteso Atrani (0,12 km²)
Numero di province 107

Quanti comuni ci sono in Italia?

Quanti erano i comuni nel 1861?

  • All’Unità d’Italia i comuni erano circa 7.000, ma il numero è cresciuto fino a superare gli 8.000 nel Novecento (ISTAT – statistiche geografiche)
  • Il picco è stato raggiunto negli anni Sessanta con oltre 8.100 comuni (ISTAT – comunicato 2011)

Da allora, fusioni e accorpamenti hanno ridotto il totale. Tra il 2011 e il 2021, il numero è passato da 8.092 a 7.904, secondo gli ultimi dati ISTAT (ISTAT – comunicato 2011). Il dato aggiornato a gennaio 2025 è di 7.896 comuni.

Quanti comuni sono stati soppressi negli ultimi anni?

  • Dal 2015 al 2024 sono state realizzate oltre 40 fusioni che hanno portato alla soppressione di circa 80 comuni (ISTAT – statistiche geografiche)
  • Le regioni con più fusioni sono state Lombardia, Piemonte e Toscana.

La tendenza è chiara: l’Italia punta a razionalizzare i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti per migliorare l’efficienza amministrativa.

In sintesi: Il numero di comuni italiani si è ridotto di circa 200 unità in un decennio. Per i cittadini dei piccoli comuni, la fusione significa servizi condivisi ma anche perdita di identità locale. Per gli amministratori, è una scelta obbligata per contenere i costi.

L’implicazione: Il processo di accorpamento continuerà, e nei prossimi anni potremmo scendere sotto quota 7.800 comuni, con effetti diretti sui servizi ai cittadini.

Quali sono i comuni più popolosi d’Italia?

I 10 comuni più popolosi

Secondo i dati ISTAT aggiornati al 1° gennaio 2025, la classifica è dominata da Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo. Ecco la top 10:

Posizione Comune Popolazione
1 Roma 2.761.000
2 Milano 1.372.000
3 Napoli 914.000
4 Torino 847.000
5 Palermo 635.000
6 Genova 560.000
7 Bologna 392.000
8 Firenze 367.000
9 Bari 316.000
10 Catania 298.000

Fonte: ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) – dati popolazione residente

Comuni non capoluogo più popolosi

  • Il comune non capoluogo più popoloso è Padova (circa 209.000 ab.), seguito da Brescia (200.000) e da altre città che non sono capoluogo di provincia: ad esempio, Giugliano in Campania (124.000) e i centri della cintura milanese come Sesto San Giovanni (81.000) (ISTAT).

Il dato chiave: La crescita demografica si concentra nei capoluoghi e nelle aree metropolitane, mentre i piccoli comuni perdono abitanti. Per i residenti delle periferie, questo significa minori servizi e maggiore pendolarismo.

Quali sono le città più grandi d’Italia per superficie?

Le 10 città più estese

Roma non è solo la più popolosa, ma anche la più estesa, con 1.285 km² (ISTAT – comunicato 2011). Seguono Ravenna, Noto, Cervia e altri comuni con vaste aree agricole o naturalistiche. Ecco la top 5:

  • Roma (1.285 km²) – ISTAT
  • Ravenna (653 km²) – ISTAT
  • Noto (554 km²) – ISTAT
  • Cervia (548 km²) – ISTAT
  • Venezia (414 km²) – ISTAT

Solo 69 comuni italiani superano i 250 km² di superficie, ma insieme coprono l’8,3% del territorio nazionale (ISTAT – statistiche geografiche).

Comuni con la minore superficie

  • Il comune più piccolo d’Italia per superficie è Atrani (SA), con appena 0,12 km² (ISTAT).
  • Altri comuni piccolissimi: Fiesse (0,17 km²), Monte di Procida (0,18 km²) e San Lorenzo in Campo (0,19 km²).
Perché conta

La superficie non dice tutto sulla ricchezza di un territorio: Atrani, pur piccolissimo, ha un altissimo valore turistico per la Costiera Amalfitana, mentre comuni enormi come Noto sono spesso poco popolati. Per chi sceglie dove trasferirsi, la densità abitativa è un indicatore più utile della superficie grezza.

Il paradosso: i comuni più estesi non sono quelli più popolosi, e viceversa. Per un turista, Atrani è un gioiello; per un amministratore, gestire un territorio vasto come Ravenna è una sfida logistica.

Quante province ci sono in Italia?

Elenco delle province italiane

Attualmente le province sono 107, incluse 14 città metropolitane (Tuttitalia – province per superficie). Le province sono enti intermedi tra regione e comuni, con compiti di pianificazione, gestione di strade e scuole. La provincia più estesa è quella di Bolzano (7.397,84 km²), la meno estesa è Trieste (212,58 km²) (Tuttitalia).

Città metropolitane

  • Le città metropolitane sono 14: Roma Capitale, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Catania, Reggio Calabria, Venezia, Cagliari e Messina.
  • Hanno funzioni simili alle province ma competenze più ampie su trasporti e sviluppo strategico.

La differenza tra provincia e città metropolitana è sottile, ma rilevante: le città metropolitane gestiscono aree urbane densamente popolate. Per il cittadino, la principale conseguenza è che alcune competenze (come l’edilizia scolastica) passano dalla provincia alla città metropolitana.

Il dato: 107 enti provinciali per 7.896 comuni. Per gli uffici pubblici, questa struttura a tre livelli (regione – provincia – comune) crea spesso sovrapposizioni burocratiche.

Come si classificano i comuni italiani?

Classificazione per popolazione

  • Comuni sotto 5.000 abitanti (piccoli).
  • Comuni tra 5.000 e 30.000 (medi).
  • Comuni tra 30.000 e 100.000 (medio-grandi).
  • Comuni sopra 100.000 (grandi).

Questa classificazione è utilizzata per assegnare contributi e funzioni. I comuni sotto 5.000 abitanti, che costituiscono la maggioranza, godono di agevolazioni fiscali e normative semplificate (ISTAT – statistiche geografiche).

Classificazione per superficie

  • ISTAT classifica le fasce altimetriche in 8 intervalli, da 0-299 m a oltre 2.500 m s.l.m. (ISTAT).
  • I comuni montani rappresentano circa il 40% del totale e hanno regimi fiscali agevolati.

Classificazione amministrativa (comuni, città, etc.)

  • Il titolo di “città” viene concesso con decreto del Presidente della Repubblica per meriti storici o di rilevanza economica.
  • Esistono comuni termali, comuni turistici, comuni a vocazione industriale, ciascuno con agevolazioni o vincoli specifici.
L’aspetto da tenere d’occhio

Per i cittadini dei piccoli comuni, la classificazione può fare la differenza tra avere un asilo nido o doverlo cercare altrove. Le politiche regionali spesso penalizzano i comuni sotto i 5.000 abitanti, che faticano a mantenere servizi essenziali.

Il quadro: la classificazione determina l’accesso a fondi e servizi. Per chi vive in un comune montano, le agevolazioni fiscali compensano la distanza dai centri urbani.

Il numero di comuni italiani è in calo costante da decenni, segno di una razionalizzazione amministrativa necessaria ma che non sempre incontra il favore delle comunità locali.

— ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), comunicato 2011

L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di comuni per superficie, il che comporta una frammentazione amministrativa unica nel panorama continentale.

Wikipedia – Comuni d’Italia

Per approfondire i numeri e le curiosità su ogni singolo comune, puoi consultare questa guida ai comuni italiani che aggiorna i dati ISTAT più recenti.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra comune e provincia?

Il comune è l’ente locale di base, la provincia è l’ente intermedio tra regione e comuni. Ogni comune appartiene a una provincia (o città metropolitana), che ha competenze su strade, istruzione e pianificazione territoriale.

Come si chiamano gli abitanti di un comune?

Gli abitanti di un comune si chiamano “cittadini” o “residenti”. Il termine gentilizio (es. “romani” per Roma) varia da comune a comune ed è spesso legato alla storia locale.

Quanti comuni ci sono in Lombardia?

La Lombardia conta 1.506 comuni (dato ISTAT 2025), è la regione con il maggior numero di comuni in Italia.

Quali sono i comuni italiani con lo stesso nome?

Esistono alcuni comuni omonimi, come San Giovanni (in diverse province), ma la maggior parte ha nomi univoci grazie all’abbinamento con la provincia (es. “Reggio nell’Emilia” vs “Reggio di Calabria”).

Come si fa a cambiare comune di residenza?

Basta recarsi all’anagrafe del nuovo comune con un documento d’identità e compilare il modulo di cambio residenza. Il comune di partenza viene notificato automaticamente.

Che cos’è un comune sparso?

È un comune la cui sede municipale non si trova nel centro abitato principale, ma in una frazione o località minore. Spesso questi comuni hanno il nome della frazione più importante.

Qual è il comune più alto d’Italia?

Il comune più alto d’Italia è Sestriere (TO), a 2.035 m s.l.m. Seguono Livigno (1.816 m) e Trepalle (2.069 m, frazione di Livigno ma non comune autonomo).

Come si ottiene lo status di città per un comune?

Lo status di città viene concesso con Decreto del Presidente della Repubblica su richiesta del comune, valutando criteri storici, demografici e di rilevanza economica.

Letture correlate

Per i cittadini dei piccoli comuni italiani, la scelta tra restare autonomi e fondersi con il vicino è sempre più urgente. I dati ISTAT mostrano una tendenza inarrestabile: senza fusioni, molti comuni sotto i 1.000 abitanti rischiano di scomparire, ma fondersi significa perdere un pezzo di identità. Per gli amministratori locali, il compromesso è tra efficienza dei servizi e radici storiche.