Chi governa l’Italia oggi? Da quando Giorgia Meloni ha giurato come prima donna premier della storia repubblicana, il dibattito pubblico non si è mai spento. Il sessantottesimo esecutivo della Repubblica è ora il terzo più longevo dalla fondazione dello Stato, e le elezioni del 2027 sono già nell’orizzonte di ogni strategia politica. Capire come funziona il sistema e chi detiene quale potere non è solo un esercizio accademico: è il punto di partenza per interpretare ogni decisione che arriva da Palazzo Chigi.

Forma di governo: Repubblica parlamentare · Presidente del Consiglio: Giorgia Meloni · Sistema politico: Democrazia rappresentativa · Principali partiti al governo: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia · Cariche alte dello Stato: Presidente Repubblica, Premier, Presidenti Camere

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Se il governo raggiungerà la fine naturale della XIX legislature o se interverranno crisi politiche impreviste
  • L’evoluzione degli equilibri interni alla coalizione dopo la sconfitta referendaria
3Segnale temporale
  • 22 ottobre 2022: giuramento del governo (Wikipedia – Governo Meloni)
  • 9 aprile 2026: informativa di Meloni in Parlamento post-referendum (Quotidiano.net)
  • 2027-2028: fine naturale della XIX legislature (Wikipedia – Governo Meloni)
4Cosa viene dopo
  • Prospettive elettorali 2027 con Meloni che ha escluso elezioni anticipate e rimpasti (Quotidiano.net)
  • Prossime scadenze legislative legate alla riforma della giustizia (Quotidiano.net)

I dati principali delineano il quadro istituzionale italiano: forma di Stato, forma di governo, leadership esecutiva e assetto legislativo.

Voce Dato
Forma di Stato Repubblica
Forma di governo Parlamentare
Capo governo Giorgia Meloni
Legislatura XIX dal 2022
Numero esecutivo Sessantottesimo
Primo governo donna

Come è la politica italiana?

L’Italia è una repubblica parlamentare, il che significa che il potere esecutivo dipende dalla fiducia del Parlamento. I cittadini eleggono i rappresentanti in due camere — Camera dei deputati e Senato della Repubblica — che insieme formano il Parlamento. Il governo, guidato dal Presidente del Consiglio, deve mantenere la maggioranza in entrambe le camere per restare in carica.

A differenza di una repubblica presidenziale, in Italia il premier non è eletto direttamente dal popolo ma viene designato dal Presidente della Repubblica dopo consultazioni con i rappresentanti dei partiti. Se ottiene la fiducia del Parlamento, può governare. Se perde la fiducia, deve dimettersi.

Il sistema elettorale italiano è un proporzionale corretto da soglie di sbarramento. Questo significa che i seggi vengono distribuiti in base ai voti ottenuti dai partiti, ma solo quelli che superano una determinata soglia possono entrare in Parlamento. L’obiettivo è garantire rappresentanza senza frammentare troppo il sistema.

In sintesi: L’Italia funziona con un equilibrio tra Camera e Senato, dove il governo deve mantenere la fiducia di entrambe le camere per governare. Il premier non è eletto direttamente dagli italiani, ma ottiene il potere dal consenso parlamentare.

Chi governa oggi in Italia?

Il governo attuale è guidato da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ha giurato come Presidente del Consiglio il 22 ottobre 2022. Si tratta del sessantottesimo esecutivo della storia repubblicana, il primo nella storia d’Italia ad essere presieduto da una donna. La sua coalizione di centro-destra — la stessa che ha vinto le elezioni politiche del 25 settembre 2022 — sostiene l’esecutivo.

La fiducia è arrivata con margini consistenti: 235 voti favorevoli alla Camera il 25 ottobre 2022, 115 al Senato il giorno successivo. Da allora, il governo ha posto la questione di fiducia 91 volte secondo i dati aggiornati a giugno 2025, segno di un percorso legislativo complesso ma costante.

La composizione attuale vede ministri di Fratelli d’Italia, Lega per Salvini Premier e Forza Italia. Noi Moderati ha fornito appoggio esterno dal 17 settembre 2025 al 22 aprile 2026, allineandosi poi alla maggioranza. Meloni ha definito la sconfitta referendaria sull’abuso d’ufficio come “un incidente di percorso”, non come un rigetto delle sue politiche.

Il punto chiave

La nuova fase annunciata da Meloni l’8 aprile poggia su tre pilastri: stabilità dell’esecutivo, continuità della collocazione internazionale e rilancio della riforma della giustizia.

Sul piano internazionale, Meloni ha ribadito che la collocazione dell’Italia è la stessa da circa 80 anni — un segnale di continuità nelle relazioni transatlantiche e europee. Nella crisi iraniana, ha precisato che la posizione italiana è stata identica a quella dei principali paesi europei.

In sintesi: Meloni guida il primo governo donna della storia italiana, con una coalizione di centro-destra che ha ottenuto la fiducia con margini solidi e che ha scelto di proseguire fino alla fine della XIX legislature senza cedere a pressioni elettorali.

Che regime c’è in Italia?

L’Italia è una repubblica parlamentare, non una monarchia. Il capo dello Stato è il Presidente della Repubblica, eletto indirettamente da un collegio formato da deputati, senatori e rappresentanti delle regioni. Il Presidente della Repubblica ha funzioni prevalentemente cerimoniali e di garanzia: firma le leggi, nomina il Presidente del Consiglio, può sciogliere le camere in determinati casi.

Il potere esecutivo si concentra nel Consiglio dei ministri, guidato dal Presidente del Consiglio. Il governo determina l’indirizzo politico generale e gestisce l’amministrazione pubblica. Il sistema si fonda sul principio della separazione dei poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario operano in modo autonomo ma in equilibrio tra loro.

In una repubblica parlamentare, il governo dipende dalla fiducia del Parlamento. Se il Parlamento ritira la fiducia, il governo deve dimettersi. Questo meccanismo garantisce che l’esecutivo risponda sempre al legislativo, e quindi ai cittadini che eleggono i rappresentanti.

In sintesi: L’Italia non è una monarchia ma una repubblica dove il governo deve mantenere la fiducia del Parlamento per restare in carica, con un equilibrio tra le alte cariche dello Stato.

Chi ha più potere in Italia?

Il potere in Italia è distribuito tra più soggetti istituzionali. Il Presidente della Repubblica — attualmente Sergio Mattarella — rappresenta l’unità nazionale e svolge un ruolo di garanzia costituzionale. Può inviare messaggi al Parlamento, sciogliere le camere e convocare elezioni anticipate. La nomina del Presidente del Consiglio avviene su sua proposta, dopo consultazioni con i leader dei partiti.

Il Presidente del Consiglio detiene il potere esecutivo effettivo: determina l’indirizzo politico del governo, presiede il Consiglio dei ministri, gestisce i rapporti con la pubblica amministrazione e i ministeri. Con la XIX legislature, Giorgia Meloni è la figura di riferimento dell’esecutivo, con poteri concreti nella gestione quotidiana del paese.

I Presidenti delle Camere — Roberto Fico per la Camera e Ignazio La Russa per il Senato — hanno invece il compito di guidare i lavori parlamentari, gestire l’agenda delle discussioni e mantenere l’ordine nelle aule. Sono figure istituzionali che rappresentano la funzione legislativa.

La gerarchia in sintesi

Il Presidente della Repubblica arbitra il sistema senza governare. Il premier governa ma dipende dalla fiducia parlamentare. I presidenti delle camere organizzano il lavoro legislativo. Nessuno ha potere assoluto.

La separazione dei poteri assicura che nessuna carica possa controllare l’intero sistema. Il sistema italiano prevede che il governo dipenda dal Parlamento, che a sua volta dipende dagli elettori. Il Presidente della Repubblica funge da garante, intervenendo quando necessario per sciogliere le camere o nominare nuovi premier.

In sintesi: Il potere in Italia è distribuito tra più soggetti: il Presidente della Repubblica garantisce, il premier governa, i presidenti delle camere organizzano il lavoro parlamentare. Nessuno può agire da solo.

Quando finisce il governo di Giorgia Meloni?

La durata del governo Meloni dipende da diversi fattori. La XIX legislature, iniziata con le elezioni del 2022, ha una durata naturale di cinque anni: quindi, in assenza di crisi, potrebbe concludersi tra il 2027 e il 2028 con le nuove elezioni politiche. Tuttavia, la Costituzione prevede meccanismi diversi: il governo può cadere se perde la fiducia del Parlamento, oppure il Presidente della Repubblica può sciogliere le camere in anticipo.

Meloni ha dichiarato l’8 aprile 2026 — dopo la sconfitta referendaria — l’intenzione di andare avanti fino alla fine della XIX legislature senza elezioni anticipate, dimissioni o rimpasti. Ha definito la sconfitta come “un incidente di percorso”, non come un rigetto delle sue politiche, e ha annunciato una nuova fase per il governo con tre pilastri: stabilità dell’esecutivo, continuità della collocazione internazionale e rilancio della riforma della giustizia.

Questa posizione rappresenta un segnale chiaro: il governo intende raggiungere la fine naturale della XIX legislature, puntando al 2027-2028 come orizzonte elettorale. Le elezioni politiche del 2027 determineranno se Meloni potrà continuare o se il quadro politico cambierà. Nel frattempo, la coalizione di centro-destra lavora per consolidare i risultati e prepararsi alla campagna elettorale.

In sintesi: Il governo Meloni punta a raggiungere la fine naturale della XIX legislature nel 2027-2028. L’esecutivo ha escluso elezioni anticipate e rimpasti, confermando la volontà di completare il mandato e prepararsi alla sfida elettorale del 2027.

La sconfitta referendaria dell’aprile 2026 ha costretto Meloni a ridefinire la strategia. La scelta di proseguire fino alla fine del mandato senza cedimenti indica un governo che punta a controllare i tempi della politica, non a subirli.

Timeline del governo Meloni

I principali appuntamenti istituzionali del governo Meloni dal 2022 al 2028 tracciano l’evoluzione dell’esecutivo.

Data Evento
25 settembre 2022 Elezioni politiche: la coalizione di centro-destra vince con Fratelli d’Italia primo partito
22 ottobre 2022 Giorgia Meloni giura come Presidente del Consiglio: sessantottesimo esecutivo della Repubblica
25-26 ottobre 2022 Fiducia del Parlamento: 235 voti alla Camera, 115 al Senato
9 agosto 2024 Approvazione della Riforma Nordio (L. 114/2024): abolizione del reato di abuso d’ufficio
4 luglio 2024 Decreto Carceri (D.L. 92/2024): riforme in materia penitenziaria
2 dicembre 2025 Approvazione della Legge Femminicidio (L. 181/2025): nuovo delitto di femminicidio
9 aprile 2026 Informativa di Meloni in Parlamento dopo la sconfitta referendaria: annuncio della nuova fase del governo
2027-2028 Fine naturale della XIX legislature e nuove elezioni politiche

Quello che sappiamo e quello che resta da chiarire

Diversi aspetti del sistema politico italiano sono consolidati e verificati. L’Italia è una repubblica parlamentare fondata sulla Costituzione del 1948. Il governo Meloni è il sessantottesimo esecutivo, il primo guidato da una donna, in carica dal 22 ottobre 2022. La coalizione di centro-destra — Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia — sostiene l’esecutivo con una maggioranza solida in entrambe le camere.

Rimangono invece aperture su come si evolveranno gli equilibri interni alla coalizione dopo la sconfitta referendaria. Meloni ha scelto di non cedere, ma il referendum ha mostrato che una parte dell’elettorato non ha seguito le indicazioni del governo. Come questo si tradurrà nei prossimi mesi — o nelle urne del 2027 — è ancora da definire.

Un altro elemento da monitorare è la riforma della giustizia: dopo la sconfitta referendaria sulla previsione di abuso d’ufficio, Meloni ha annunciato il rilancio di questo capitolo. Come si concilierà con le spinte interne alla maggioranza e con le pressioni europee è una questione aperta.

In sintesi: Il quadro istituzionale è stabile e verificato. Le incognite riguardano l’evoluzione degli equilibri politici post-referendum e il destino della riforma della giustizia.

Prospettive per chi segue la politica italiana

La politica italiana si trova in una fase di consolidamento. Meloni ha scelto di non fermarsi dopo la sconfitta referendaria, puntando a completare il mandato e a presentarsi alle elezioni del 2027 con un bilancio di governo. La coalizione di centro-destra, pur con le sue tensioni interne, appare intenzionata a restare unita.

L’opposizione — centrosinistra e Movimento 5 Stelle — sta già organizzando le proprie strategie in vista del 2027. I sondaggi mostrano un distacco significativo, ma la storia politica italiana ha dimostrato che i rapporti di forza possono cambiare rapidamente. La capacità del governo di mantenere la stabilità economica e di gestire le sfide internazionali sarà determinante.

Per chi vuole capire la politica italiana oggi, il punto da seguire è semplice: il governo Meloni ha dichiarato l’intenzione di restare fino alla fine della XIX legislature. Le elezioni del 2027 saranno il momento della verifica. Nel frattempo, ogni riforma, ogni decisione, ogni dichiarazione del governo sarà letta alla luce di quell’orizzonte elettorale.

In sintesi: Per chi vuole capire la politica italiana oggi, il punto da seguire è semplice: il governo Meloni ha dichiarato l’intenzione di restare fino alla fine della XIX legislature. Le elezioni del 2027 saranno il momento della verifica.

Letture correlate: Politica Estera Italiana – Principi, Evoluzione e Sfide Attuali · Parlamento Italiano – Struttura, Composizione e Funzioni

Fonti aggiuntive

rsi.ch, tg24.sky.it

Dopo le elezioni del 2022 che hanno portato Giorgia Meloni al governo, il sistema politico italiano si conferma complesso e soggetto a continue evoluzioni parlamentari.

Domande frequenti

Qual è il ruolo del Presidente della Repubblica?

Il Presidente della Repubblica, eletto per sette anni da un collegio di grandi elettori, rappresenta l’unità nazionale. Le sue funzioni sono prevalentemente cerimoniali e di garanzia costituzionale: firma le leggi, nomina il Presidente del Consiglio, può sciogliere le camere in determinati casi. Non governa direttamente, ma interviene quando il sistema ha bisogno di un arbitro.

Il fascismo è destra o sinistra?

Il fascismo, storicamente, non si inserisce nella dicotomia destra-sinistra come la intendiamo oggi. È un movimento nato in Italia nel primo Novecento con caratteristiche propri: nazionalismo, autoritarismo, corporativismo. La sua classificazione dipende dal periodo e dal contesto. Il fascismo storico è oggi considerato un’esperienza politicamente superata dalla Costituzione repubblicana.

Salvini è di destra o sinistra?

Matteo Salvini e la Lega per Salvini Premier si collocano nell’area della destra politica italiana. Il partito ha posizioni sovraniste, euroscettiche e populiste, con enfasi sull’identità nazionale e sul controllo dell’immigrazione. Nel panorama politico italiano, la Lega è considerata un partito di destra all’interno della coalizione di centro-destra.

Qual è il Presidente del Consiglio attuale?

L’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Ha giurato il 22 ottobre 2022, diventando la prima donna a ricoprire questo incarico nella storia della Repubblica Italiana. Guida una coalizione di centro-destra con Lega e Forza Italia.

Come si elegge il Presidente del Consiglio?

Il Presidente del Consiglio viene designato dal Presidente della Repubblica dopo consultazioni con i rappresentanti dei partiti parlamentari. Una volta designato, deve ottenere la fiducia della maggioranza di entrambe le camere — Camera e Senato — per entrare in carica. Non viene eletto direttamente dai cittadini.

Quali partiti sono al governo?

I partiti che compongono la maggioranza che sostiene il governo Meloni sono Fratelli d’Italia (partito della premier), Lega per Salvini Premier e Forza Italia. Noi Moderati ha fornito appoggio esterno e si è poi allineato alla maggioranza. La coalizione è classificata come centro-destra.

Qual è il Presidente della Repubblica italiano?

L’attuale Presidente della Repubblica Italiana è Sergio Mattarella, eletto nel gennaio 2015 e rieletto nel gennaio 2022 per un secondo mandato settennale. Il suo ruolo è quello di garante della Costituzione e rappresentante dell’unità nazionale.