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UE e Italia: dalla fondazione alla presidenza 2028

Davide Andrea Romano Bianchi • 2026-05-27 • Revisionato da Giulia Rossi

Chiunque abbia sfogliato le notizie degli ultimi anni si sarà chiesto almeno una volta come funziona davvero il rapporto tra l’Italia e l’Unione europea, un legame più antico e strutturato di quanto si pensi, dai Trattati di Roma del 1957 alla prossima presidenza italiana del Consiglio nel 2028.

Stati membri dell’UE: 27 ·
Anno di fondazione della CECA: 1951 ·
Scadenza del mandato di Ursula von der Leyen: 2024 ·
Prossima presidenza italiana del Consiglio UE: 2028

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • L’Italia è membro fondatore dell’UE sin dalla firma del Trattato CECA del 1951 (Unione europea)
  • I Trattati di Roma del 1957 istituiscono la CEE e l’Euratom (EUR-Lex)
  • L’UE conta oggi 27 Stati membri dopo l’uscita del Regno Unito (Unione europea)
2Cosa resta incerto
  • La presidenza italiana del Consiglio nel 2028 è programmata ma l’ordine di rotazione potrebbe subire modifiche (Consiglio dell’UE)
  • L’elenco dei paesi candidati potrebbe allargarsi con l’aggiunta di Ucraina e Moldova (Unione europea)
  • Le nuove risorse proprie per il bilancio 2028-2034 sono proposte ma non ancora approvate dal Parlamento e dal Consiglio (Commissione europea)
3Segnale temporale
  • 1951: firma della CECA, Italia tra i fondatori (Unione europea, cronologia ufficiale)
  • 1993: entra in vigore il Trattato di Maastricht (EUR-Lex)
  • 2024: elezioni europee e scadenza mandato von der Leyen (Unione europea, cronologia ufficiale)
4Cosa viene dopo
  • Secondo semestre 2028: presidenza italiana del Consiglio UE (Commissione europea)
  • Negoziati per il quadro finanziario 2028-2034: proposta da 2.000 miliardi di euro (Commissione europea)
  • Possibile allargamento ai Balcani occidentali (Commissione europea)

Ecco i dati essenziali sull’Italia nell’UE.

Cinque dati essenziali sull’Italia nell’Unione europea: un’istantanea per orientarsi tra numeri e scadenze.
Indicatore Valore
Stato membro Sì, paese fondatore
Anno di adesione alla CECA 1951
Anno di adesione all’euro 1999
Popolazione (2023) circa 59 milioni
Numero di eurodeputati 76

Italia fa parte dell’UE?

L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’UE

«L’Italia è uno dei Paesi fondatori della costruzione europea.»

— Sito ufficiale dell’Unione europea

Sì, l’Italia è tra i sei paesi che hanno firmato il Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) il 18 aprile 1951 a Parigi. Come sottolineato dal sito ufficiale dell’Unione europea (portale istituzionale), l’Italia è “uno degli Stati fondatori della costruzione europea”. Senza quella firma, l’intera architettura comunitaria sarebbe stata diversa.

Adesione alla CECA (1951) e alla CEE (1957)

Il 25 marzo 1957 l’Italia sottoscrive a Roma i due Trattati che danno vita alla Comunità economica europea (CEE) e all’Euratom. Il testo dei trattati, conservato in EUR-Lex (gazzetta ufficiale europea), costituisce ancora oggi la base giuridica del mercato unico.

Il paradosso

L’Italia è tra i fondatori dell’UE, ma è anche tra i paesi che registrano il maggiore scetticismo verso le istituzioni europee secondo i sondaggi Eurobarometro. Un divario tra storia e percezione che pesa sulle prossime scelte politiche.

L’Italia nell’Unione europea oggi

Oggi l’Italia partecipa a tutte le istituzioni e le politiche dell’UE: ha 76 seggi al Parlamento europeo (organo legislativo eletto dai cittadini), siede al Consiglio dell’UE e ha un commissario nella Commissione europea. Ha adottato l’euro come moneta unica dal 1999 (contante dal 2002), secondo i dati della Commissione europea (direzione Affari economici e finanziari).

Il dato che sorprende molti: l’Italia ospita sul proprio territorio due agenzie europee fondamentali — l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) a Parma e l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) all’Aja, con un importante distaccamento a Roma.

«L’Italia ha un ruolo centrale nel processo di integrazione europea, dalla fondazione ai giorni nostri.»

— Ministero degli Affari Esteri italiano

Il quadro: L’Italia non è solo un membro fondatore, ma un pilastro operativo dell’integrazione europea. Senza il suo contributo, dossier cruciali come la politica di coesione e la Polonia agricola comune perderebbero un alleato centrale.

Chi sono i paesi dell’UE?

Elenco completo dei 27 Stati membri

L’Unione europea conta 27 Stati membri dopo l’uscita del Regno Unito, completata il 31 gennaio 2020. L’elenco aggiornato è pubblicato sul portale ufficiale dell’Unione europea (sezione paesi membri). Eccoli in ordine alfabetico:

  • Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Paesi candidati all’adesione

Attualmente cinque paesi hanno lo status ufficiale di candidati all’ingresso nell’UE: Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia. A questi si aggiungono Ucraina e Moldova, che hanno ricevuto lo status di candidati nel giugno 2022, come confermato dalla Commissione europea (allargamento e negoziati). La Bosnia-Erzegovina è candidato potenziale.

Paesi europei fuori dall’UE

Non tutti i paesi geograficamente europei fanno parte dell’Unione. Svizzera, Norvegia e Islanda, pur essendo nello Spazio economico europeo (SEE), non hanno aderito all’UE. Anche il Regno Unito, dopo la Brexit, è oggi un paese terzo. Altri esempi: Bielorussia, Ucraina (candidata), Moldova (candidata) e la maggior parte dei Balcani occidentali.

Il quadro: L’UE a 27 non è un club chiuso, ma l’allargamento procede a ritmi lenti. Per l’Italia, che sostiene l’integrazione dei Balcani, l’ingresso di nuovi membri significherebbe un riequilibrio geopolitico verso il Mediterraneo.

Quando scadrà il mandato di Ursula von der Leyen?

Durata del mandato e scadenza prevista

Ursula von der Leyen è presidente della Commissione europea dal 1° dicembre 2019. Il suo mandato, come quello di tutti i presidenti della Commissione, dura cinque anni. Scade quindi nel 2024, in coincidenza con le elezioni europee di giugno. La riconferma o la sostituzione dipendono dal voto del Parlamento europeo e dalla decisione del Consiglio europeo, come stabilito dai trattati.

Biografia e titolo di studio di Ursula von der Leyen

Nata a Bruxelles nel 1958, Ursula von der Leyen è laureata in medicina presso la Scuola di Medicina di Hannover e ha conseguito un master in sanità pubblica. Prima di entrare in politica è stata medico e ricercatrice. La sua biografia ufficiale è disponibile sul sito della Commissione europea (profilo del presidente). Un dettaglio che pochi conoscono: è stata ministra della Difesa tedesca dal 2013 al 2019, il ministero con il bilancio più alto della Germania.

Perché importa

Von der Leyen ha guidato la risposta dell’UE alla pandemia da COVID-19 e il Green Deal europeo. La sua successione nel 2024 deciderà la direzione politica dell’Unione per il quinquennio successivo, incidendo su dossier che toccano direttamente l’Italia: dal PNRR alla transizione energetica.

Processo di successione alla presidenza della Commissione

La procedura per la nomina del prossimo presidente prevede che il Consiglio europeo proponga un candidato tenendo conto del risultato delle elezioni europee. Il candidato deve poi essere eletto dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta. Il processo è disciplinato dall’articolo 17 del Trattato sull’Unione europea (TUE).

Il processo di successione è complesso e coinvolge sia il Consiglio che il Parlamento; l’esito influenzerà le politiche UE per il quinquennio successivo.

L’Italia presiederà il Consiglio dell’UE nel 2028?

Il sistema di presidenza a rotazione del Consiglio

La presidenza del Consiglio dell’Unione europea non è fissa ma ruota tra gli Stati membri ogni sei mesi, secondo un ordine prestabilito. Ogni paese esercita la presidenza per un semestre, durante il quale presiede le riunioni del Consiglio e fissa l’agenda legislativa. Il meccanismo è spiegato nel dettaglio sul sito del Consiglio dell’Unione europea (sezione presidenza).

Calendario delle presidenze future

Secondo il calendario attuale, l’Italia assumerà la presidenza del Consiglio dell’UE nel secondo semestre del 2028. Il turno precedente sarà della Grecia (primo semestre 2028), mentre dopo l’Italia toccherà alla Lettonia (primo semestre 2029). L’ordine di rotazione è stabilito dal Consiglio con voto all’unanimità.

Il calendario delle prossime presidenze a rotazione.

Presidenze a rotazione programmate: una sequenza che mostra la parità tra Stati grandi e piccoli.
Semestre Paese presidente
Primo semestre 2027 Polonia
Secondo semestre 2027 Danimarca
Primo semestre 2028 Grecia
Secondo semestre 2028 Italia
Primo semestre 2029 Lettonia

Ruolo e responsabilità della presidenza italiana

Durante il suo semestre, l’Italia coordinerà i lavori del Consiglio, presiederà le riunioni dei ministri e rappresenterà l’UE in ambito internazionale per le materie di competenza del Consiglio. Sarà un banco di prova importante per la diplomazia italiana, chiamata a mediare tra posizioni spesso divergenti su temi come migrazione, energia e allargamento.

Il quadro: La presidenza 2028 cade in un anno particolare: entro quella data, il nuovo bilancio UE 2028-2034 sarà già in vigore e la Commissione von der Leyen (o il suo successore) sarà a metà mandato. L’Italia deciderà l’agenda europea in un frangente politico delicato.

Quali sono le tappe storiche dell’Unione europea?

Dalla CECA al Trattato di Maastricht

Il percorso di integrazione europea inizia il 18 aprile 1951 con la firma del Trattato CECA a Parigi, cui seguono i Trattati di Roma del 25 marzo 1957 che istituiscono la CEE e l’Euratom. Il 7 febbraio 1992 viene firmato il Trattato di Maastricht, che crea formalmente l’Unione europea ed entra in vigore il 1° novembre 1993, come riportato in EUR-Lex (testo del Trattato sull’UE).

Allargamenti successivi e la Brexit

Da 6 membri iniziali, l’UE è passata a 9 nel 1973 (primo allargamento: Danimarca, Irlanda, Regno Unito), a 12 nel 1981-1986 (Grecia, Spagna, Portogallo), a 15 nel 1995 (Austria, Finlandia, Svezia). Il grande allargamento del 2004 ha portato 10 nuovi paesi, seguito da Bulgaria e Romania nel 2007 e dalla Croazia nel 2013. La Brexit del 2020 ha ridotto il numero da 28 a 27, secondo i dati dell’Unione europea (storia degli allargamenti).

  • 1951: CECA (6 paesi fondatori) (Unione europea)
  • 1957: Trattati di Roma (CEE, Euratom) (EUR-Lex)
  • 1993: Entrata in vigore del Trattato di Maastricht (nasce l’UE) (EUR-Lex)
  • 1999: Introduzione dell’euro come moneta virtuale (Commissione europea)
  • 2002: Circolazione delle banconote e monete euro (Commissione europea)
  • 2004: Grande allargamento a 10 nuovi Stati (Unione europea)
  • 2020: Brexit — il Regno Unito lascia l’UE (Unione europea)
  • 2024: Elezioni europee e scadenza mandato von der Leyen
  • 2028 (secondo semestre): Presidenza italiana del Consiglio UE

Traguardi recenti e prospettive future

Il 2025 segna un passaggio cruciale: la Commissione europea ha presentato a luglio la proposta per il nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, dal valore di 2.000 miliardi di euro (l’1,26% del reddito nazionale lordo dell’UE), come dettagliato dalla Commissione europea (documento esplicativo sul bilancio 2028-2034). Per finanziarlo, la Commissione propone cinque nuove risorse proprie — ETS, CBAM, rifiuti elettronici non raccolti, accise sul tabacco e contributi delle grandi imprese del mercato unico — che dovrebbero generare 58,5 miliardi di euro all’anno.

Sul fronte dell’allargamento, i negoziati con i Balcani occidentali restano aperti, e l’Italia sostiene l’integrazione della regione come priorità strategica per la stabilità del Mediterraneo.

Il quadro: L’integrazione europea non è una linea retta ma un percorso fatto di accelerazioni e frenate. Per l’Italia, il prossimo decennio è quello in cui si gioca la partita tra essere regista o spettatore nell’Unione che ha contribuito a fondare.

L’Italia, in quanto fondatrice, ha un ruolo chiave nell’UE, ma le prossime scelte sull’allargamento e sul bilancio decideranno se resterà al centro o sarà marginalizzata.

Per approfondire il percorso compiuto dall’Italia in Europa, vale la pena leggere storia e vantaggi delladesione e scoprire come i Trattati di Roma del 1957 abbiano gettato le basi dell’integrazione.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra UE e Unione europea?

Nessuna. “UE” è l’acronimo di “Unione europea”. I due termini sono sinonimi e si riferiscono alla stessa organizzazione politica ed economica.

Quali sono i simboli dell’Unione europea?

La bandiera europea (12 stelle dorate su sfondo blu), l’inno “Inno alla gioia” di Beethoven, il motto “Unita nella diversità” e la festa dell’Europa il 9 maggio.

Come funziona la presidenza a rotazione del Consiglio?

Ogni sei mesi un diverso Stato membro assume la presidenza del Consiglio dell’UE, presiedendo le riunioni e fissando l’agenda legislativa. L’ordine è prestabilito per garantire equità tra paesi grandi e piccoli.

Cosa succede se un paese viola i trattati UE?

La Commissione europea può avviare una procedura di infrazione che, se portata alle estreme conseguenze, può arrivare alla Corte di giustizia dell’Unione europea e comportare sanzioni finanziarie.

Qual è il bilancio annuale dell’Unione europea?

Il bilancio annuale dell’UE si aggira intorno ai 170-180 miliardi di euro, una cifra che rappresenta circa l’1% del reddito nazionale lordo complessivo degli Stati membri.

Come vengono eletti i membri del Parlamento europeo?

I deputati del Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni, con sistemi elettorali proporzionali stabiliti da ciascuno Stato membro.

L’Italia può essere espulsa dall’UE?

I trattati non prevedono un meccanismo di espulsione per uno Stato membro. L’unica via d’uscita dall’Unione è l’articolo 50 del TUE, che disciplina l’uscita volontaria (come nel caso della Brexit).

Per l’Italia, la presidenza del Consiglio nel 2028 offre una vetrina per riaffermare il suo impegno europeista. La sfida sarà tradurre la storia fondatrice in una leadership concreta su migrazione, energia e allargamento.

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